Popolo chi?

Popolo chi?

Finalmente disponibile in libreria “Popolo chi? Classi popolari, periferie e politica in Italia”, il libro a cura di Niccolò Bertuzzi, Carlotta Caciagli e Loris Caruso (edizioni Ediesse) che presenta la prima ricerca “sul campo” de “Il Cantiere delle Idee”.

Il libro presenta una ricerca originale realizzata in quattro città italiane (Milano, Firenze, Roma, Cosenza), con contributi di  Francesco Campolongo, Riccardo Emilio Chesta, Lorenzo Cini, Michele Sorice, Valeria Tarditi, Tommaso Vitale, Davide Vittori, oltre quelli dei tre curatori.

Il libro contiene, inoltre, la prefazione di Nadia Urbinati.

Libertà della ricerca

Libertà della ricerca

Il comunicato della Società Italiana di Scienza Politica

La Lega di Salvini. Estrema destra di governo” di Gianluca Passarelli, politologo, e Dario Tuorto, sociologo, sotto attacco.

La Società Italiana di Scienza Politica in rappresentanza della comunità scientifica italiana delle politologhe e dei politologi esprimono il pieno sostegno ai due colleghi come studiosi e come docenti per gli attacchi ricevuti alla libertà di insegnamento e alla loro professionalità.

I consiglieri regionali della Lega in Emilia Romagna hanno appena presentato un’interrogazione in Giunta contro l’adozione del testo nel corso di Scienza Politica alla facoltà di Scienze Politiche di Bologna con la motivazione che esso conterrebbe “gravi affermazioni” degli autori, secondo i quali “il partito ha assunto i tratti di una formazione di estrema destra, con tratti razzisti, xenofobi, politicamente e socialmente violenti”.

Gli estensori dell’esposto ritengono che “I professori, in qualità di dipendenti pubblici, sono tenuti a un dovere di lealtà verso lo Stato, indipendentemente da quale forza politica lo governi, e le sedi universitarie non dovrebbero essere luoghi di propaganda politica e, nel caso in questione, antipartitica”.

Tale attacco e l’iniziativa conseguente esige una chiara presa di posizione e alcune riflessioni da parte di chi come docente esercita il proprio lavoro, e tanto più all’Università, dove ricerca e insegnamento, ossia trasmissione del sapere sono un tutt’uno e in “re ipsa” nei compiti dell’istituzione medesima. Due riflessioni in particolare.

1) Il testo incriminato, pubblicato nel 2018, è una ricerca circostanziata sulla Lega come partito, e ora come forza di governo, che verifica empiricamente alcune ipotesi di ricerca e quindi si fonda sull’accordo con i fatti, cercando di analizzare le dinamiche e le caratteristiche di essa nel contesto politico italiano.

Il metodo usato dagli autori risulta conforme ad una metodologia consolidata nelle scienze sociali che risale a Max Weber per il quale lo studioso o il docente nella propria attività di ricerca devono realizzare il requisito dell’obiettività che è possibile attraverso la categoria di “riferimento ai valori”, distinta dal “giudizio di valore” che può essere espresso, ma separato dalla ricostruzione di un fenomeno. Il riferimento ai valori significa quindi che lo studioso/docente sceglie nell’universo del reale il tema di cui occuparsi e il metodo e le variabili da privilegiare per analizzare il fenomeno prescelto. Questo attiene all’autonomia dello studioso di scienze sociali che si trova, a differenza delle scienze della natura, di fronte ad un oggetto complesso e particolare ossia l’uomo e il suo agire. Il libro di Passarelli e Tuorto risponde a tali requisiti e scandaglia un fenomeno significativo, come altri del resto, della realtà politica italiana.​2) I consiglieri leghisti proseguono affermando che “I professori, in qualità di dipendenti pubblici, sono tenuti a un dovere di lealtà verso lo Stato, indipendentemente da quale forza politica lo governi, e le sedi universitarie non dovrebbero essere luoghi di propaganda politica e, nel caso in questione, antipartitica”. Affermazione improvvida questa perché confonde lo Stato, la sua realtà, struttura e funzione, da quando si è formato nella modernità, con il governo o i governi che di volta in volta si alternano, mostrando una irricevibile “ingenuità” culturale che non dovrebbe connotare chi è eletto e delegato quindi ad amministrare la cosa pubblica.

Il docente è dipendente della pubblica amministrazione, non di questo o quel partito. Giuristi, politologi, storici ,filosofi e perfino i grandi autori tragici antichi, da Sofocle ad Euripide, ad Eschilo che analizzano da vari punti di vista il soggetto partito o i “leader” politici o altri attori di un sistema politico-sociale esistono per fortuna almeno dalla Grecia antica, per restare alla storia politica dell’Occidente e non sono meri propagandisti o comizianti, ma analisti con strumenti diversi della complessità del reale, affinché i governati cioè i cittadini siano il più possibile soggetti consapevoli e possano mettere a confronto fatti, idee, opinioni plurali per sviluppare il pensiero critico.

La democrazia, il meno imperfetto dei sistemi, e la dialettica che la sorregge consentono, anzi hanno necessità di questo scambio e si fondano non solo sulla separazione dei poteri già da Montesquieu, non su una vaga tolleranza, ma sul rispetto della autonomia delle singole istituzioni. La comunità scientifica dell’Università rivendica pertanto con forza il proprio diritto/dovere a svolgere la funzione sua propria con gli attributi che le pertengono e quindi la libertà di ricerca e denuncia qualunque tentativo di renderla subalterna, docile ancella di questa o quella parte politica.

La comunità scientifica italiana delle politologhe e dei politologi

Visualizza anche la replica degli autori sul sito de Il Mulino.

II Convegno della Società Scientifica Italiana Sociologia, Cultura, Comunicazione

II Convegno della Società Scientifica Italiana Sociologia, Cultura, Comunicazione

Transforming cultures, transforming societies.
Ripensare l’immaginazione sociologica

4-5- luglio 2019 – Università Cattolica del Sacro Cuore | Milano

Call for papers

Il secondo convegno nazionale di SISSC intende mettere a fuoco la capacità della sociologia di cogliere e interpretare i mutamenti sociali e culturali. Cioè di capire dove sta e dove sta andando la società contemporanea. Il richiamo alla famosa opera di C. Wright Mills segnala l’urgenza di analizzare criticamente questi cambiamenti e di immaginare forme di vita e relazioni sociali più corrispondenti all’umano. Pur nella complessità e contraddittorietà di molti processi sociali e culturali attuali.

Il tema generale del Convegno si declina in alcuni “grappoli di parole-chiave” che cercano di richiamare in modo suggestivo le principali questioni sul tappeto. Intorno a questi temi saranno anche costruiti i 12 panel previsti nel Convegno.

Tutti coloro che intendono proporre un intervento, devono inviare un abstract, indicando uno o più “grappoli” nei quali ritengono che il proprio intervento trovi la migliore collocazione. In ogni caso gli organizzatori del Convegno si riservano, in caso di accettazione del paper, di aggregare i vari interventi in modo tale da creare temi di discussione coerenti.

Temi dei panel:

  • rischio, sicurezza, cura
  • fiducia, sfiducia
  • individuo, comunità
  • tempo, memoria, progetto
  • utopie, distopie
  • umano, post-umano
  • partecipazione, pietas, conflitto
  • aspirazioni, disperazioni, ispirazioni sociali
  • mediazione, disintermedizione, rimediazione

Informazioni generali

Durata degli interventi: 20 minuti.

Alla fine degli interventi previsti seguirà discussione.

Abstract

Le proposte di intervento saranno sottoposte a referaggio.

L’abstract, redatto in lingua italiana, dovrà contenere il titolo, il nome dell’autore/i e l’università o ente di appartenenza. Non dovrà superare le 800 parole, riferimenti bibliografici esclusi.

L’abstract dovrà essere salvato in formato word specificando nel filename nome e cognome dell’autore/i.

Invio abstract a: culturaecomunicazione@gmail.com

Termine di scadenza presentazione:         30 aprile 2019

Comunicazione dell’accettazione:             20 maggio 2019

Ulteriori informazioni: https://ssi-scc.it/

Democrazia minima

Democrazia minima

Mercoledì 3 aprile si terrà a Milano, “Democrazia minima” il secondo forum sul futuro della democrazia, organizzato dalla Fondazione Giangiacomo Feltrinelli. Tra gli ospiti: il prof. Colin Crouch, la consigliera economica di Bernie Sanders, Stephanie Kelton, e molti altri. Conclude i lavori Nadia Urbinati.

In serata, infine, il dialogo fra Ada Colau, Alcadesa di Barcellona, e Beppe Sala, Sindaco di Milano

Fondazione Feltrinelli
Via Pasubio, 5
Milano